Il progetto si distingue per una forte vocazione applicativa, mirando a trasformare la ricerca avanzata in meccanica computazionale in strumenti operativi per la protezione delle infrastrutture critiche. Le ricadute del lavoro di ricerca si riflettono in tre ambiti principali: la sicurezza del territorio, la transizione energetica e l’innovazione tecnologica industriale.

La ricaduta più immediata riguarda la salvaguardia di strutture essenziali per l’economia e la sicurezza nazionale, come dighe, barriere protettive, piattaforme offshore e opere portuali. In un contesto di mutamento climatico, l’esposizione a mareggiate, piene fluviali e inondazioni è in costante aumento. Il progetto fornisce gli strumenti per:
Prevedere il collasso: Grazie ai modelli di “meccanica del danno non locale”, è possibile individuare con precisione dove e come una struttura si indebolirà sotto l’azione dei fluidi.
Monitoraggio Attivo e Passivo: Lo sviluppo di sistemi di monitoraggio basati su software permette di valutare in tempo reale lo stato di salute delle opere, riducendo il rischio di cedimenti strutturali improvvisi che potrebbero avere conseguenze catastrofiche per la popolazione e l’ambiente.

Un’applicazione fondamentale del progetto è a sostegno della Transizione energetica (Green Energy) rivolta alle infrastrutture per la produzione di energia pulita. Le turbine eoliche offshore e le piattaforme di estrazione/trasporto energetico sono soggette a condizioni ambientali estreme (carichi impulsivi delle onde e corrosione chimica salina).
L’integrazione tra fluidodinamica e modelli di danno permette di progettare sistemi di protezione più efficaci e sostenibili, prolungando la vita utile degli impianti e riducendo i costi di manutenzione. Ciò si traduce in una maggiore efficienza economica della produzione energetica “verde” e in una riduzione dei rischi legati al sabotaggio o agli incidenti accidentali.

Un altro contribuito è nella Gestione della Sicurezza Costiera e Urbana. Le metodologie sviluppate sono direttamente estensibili alla protezione delle città costiere e dei porti. L’innovazione tecnologica nel campo della Computational Fluid-Dynamics (CFD) consente di simulare l’impatto di ondate eccezionali o tsunami su scala urbana senza i costi computazionali proibitivi dei metodi attuali. Questo permette alle amministrazioni pubbliche di:
- Pianificare difese costiere ottimizzate.
- Valutare l’efficacia di barriere mobili (come il MOSE) o fisse contro l’erosione e l’impatto dinamico dell’acqua.
Inoltre nell’ambito dell’innovazione tecnologica e software “open access” uno dei risultati tangibili del progetto è l’implementazione di una piattaforma computazionale altamente personalizzabile. Questo software non è solo un traguardo scientifico, ma uno strumento pratico che potrà essere adottato dall’industria ingegneristica per:
- Analisi dinamiche avanzate sulla propagazione delle fessure.
- Studio di materiali innovativi soggetta a corrosione e micro-incrinature, anche al di fuori dell’ambito idrico (es. esposizione ad agenti chimici inquinanti nelle città).

Lo studio ha quindi un impatto sociale e nella Comunità Scientifica poichè oltre alla protezione fisica del territorio, il progetto favorisce la diffusione della conoscenza. L’organizzazione di workshop, la pubblicazione di risultati su scala globale e la collaborazione tra unità di ricerca creano un ecosistema di esperti capace di rispondere alle emergenze del futuro. La ricaduta sociale risiede nella creazione di un territorio più resiliente, dove la tecnologia agisce come scudo contro i rischi naturali, proteggendo non solo le attività industriali, ma anche il patrimonio storico e culturale delle città d’arte costiere.


