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Risultati Pubblicati
I risultati principali sono stati pubblicati nell’articolo Diffusion of a damaging fluid through a dam-shaped bidimensional body for the estimation of its lifetime. Scrofani, A., Barchiesi, E., Chiaia, B., Misra, A., & Placidi, L. (2025).
La ricerca ha dimostrato con successo l’efficacia di un principio emivariazionale per simulare il decadimento meccanico indotto dalla diffusione di un fluido degradante. Sono state confrontati due modelli, uno rettangolare e uno trapezoidale, nella figura sottostante sono rappresentati il modello e le condizioni al contorno per le due forme di diga: rettangolare e trapezoidale.

Le analisi sono state condotte con il software COMSOL Multiphysics, il dominio delle due forme, con le diverse mesh è riportato in figura.

Il punto chiave dell’ approccio risiede nell’introduzione di un accoppiamento diretto tra la concentrazione del fluido e la variabile di danno . A differenza dei modelli classici, in questo framework il danno aumenta non solo per i carichi esterni, ma anche per la presenza chimica del fluido stesso; ciò permette di modellare il danneggiamento come una funzione monotonicamente crescente, compresa tra 0 e 1, che riduce progressivamente la rigidezza del materiale.

Per quanto riguarda l’influenza del coefficiente di diffusione sulla vita utile, l’analisi parametrica ha rivelato un comportamento non lineare e altamente realistico. In condizioni di bassa diffusività, il fluido resta confinato vicino alla superficie di contatto, portando la concentrazione a valori elevatissimi in un’area ristretta e causando un’evoluzione lenta del danno totale. Al contrario, in presenza di alta diffusività, il fluido penetra più facilmente distribuendosi su un’area maggiore; questo riduce il tasso di crescita della concentrazione locale e, paradossalmente, può rallentare l’evoluzione del danno globale dopo aver superato un valore minimo di vita utile. Il grafico della longevità in funzione di mostra quindi un punto di minimo, oltre il quale la permeabilità aiuta a distribuire l’agente degradante, rallentando il collasso strutturale. Inoltre, il parametro di accoppiamento concentrazione-danno si è rivelato critico, poiché anche piccole variazioni nel suo valore, ad esempio nel range da , producono cambiamenti significativi nella vita utile. Un modulo maggiore di questo fattore accelera drasticamente l’insorgenza del danno a parità di carico, evidenziando come la composizione chimica dell’interazione fluido-solido sia determinante per la durabilità.

Infine, il confronto tra la forma rettangolare e quella trapezoidale ha confermato scientificamente le intuizioni dell’ingegneria tradizionale. La forma trapezoidale garantisce che quasi l’intera struttura rimanga in compressione, mentre il rettangolo presenta ampie zone in trazione alla base, dove la traccia del tensore di deformazione risulta Poiché la soglia di attivazione del danno è dieci volte inferiore in trazione rispetto alla compressione, il modello rettangolare degrada molto più velocemente. Di conseguenza, la diga trapezoidale mostra una vita utile superiore del 15% rispetto a quella rettangolare, con un inizio dell’evoluzione del danno che avviene solo dopo oltre 50 anni, contro l’insorgenza quasi immediata rilevata nel caso rettangolare.

2) La ricerca ha portato alla luce i seguenti risultati:
1. Efficacia del Modello Emivariazionale e Accoppiamento
La ricerca ha dimostrato con successo l’efficacia di un principio emivariazionale per simulare il decadimento meccanico indotto dalla diffusione di un fluido degradante. Il punto chiave è l’introduzione di un accoppiamento diretto tra la concentrazione del fluido e la variabile di danno (𝜔). A differenza dei modelli classici, qui il danno aumenta non solo per i carichi esterni, ma anche per la presenza chimica del fluido, permettendo di modellare il danno come una funzione monotonicamente crescente (da 0 a 1) che riduce progressivamente la rigidezza del materiale.
2. Influenza del Coefficiente di Diffusione (𝐾𝐷𝐼𝐹) sulla Vita Utile
L’analisi parametrica ha rivelato un comportamento non lineare e altamente realistico della vita utile della struttura in relazione alla diffusività:
Bassa diffusività: Il fluido resta confinato vicino alla superficie di contatto. La concentrazione raggiunge valori elevatissimi in un’area ristretta, portando a un’evoluzione lenta del danno totale.
Alta diffusività: Il fluido penetra più facilmente, distribuendosi su un’area maggiore. Questo riduce il tasso di crescita della concentrazione locale e, paradossalmente, può rallentare l’evoluzione del danno globale dopo aver superato un valore minimo di vita utile.
Il grafico della vita utile in funzione di 𝐾𝐷𝐼𝐹 mostra quindi un punto di minimo, oltre il quale la permeabilità aiuta a “spalmare” l’agente degradante, rallentando il collasso.
3. Sensibilità al Fattore di Accoppiamento Concentrazione-Danno (𝐾𝑐𝜔)
Il parametro 𝐾𝑐𝜔 si è rivelato critico: anche piccole variazioni nel suo valore (da -4.5 a -5.5 m^2⁄s^2 ) producono cambiamenti significativi nella vita utile. Un modulo maggiore di questo fattore accelera drasticamente l’insorgenza del danno a parità di carico, evidenziando come la composizione chimica dell’interazione fluido-solido sia determinante per la durabilità.
4. Superiorità Geometrica della Diga Trapezoidale
Il confronto tra la forma rettangolare e quella trapezoidale (a parità di area e altezza) ha confermato scientificamente le intuizioni dell’ingegneria tradizionale:
Stato Tensionale: La forma trapezoidale garantisce che quasi l’intera struttura rimanga in compressione, mentre il rettangolo presenta ampie zone in trazione alla base (traccia del tensore di deformazione (𝐺>0).
Soglie di Danno: Poiché la soglia di attivazione del danno è 10 volte inferiore in trazione rispetto alla compressione, il modello rettangolare degrada molto più velocemente.
Vita Utile: La diga trapezoidale mostra una vita utile superiore del 15% rispetto a quella rettangolare, con l’inizio dell’evoluzione del danno che avviene dopo oltre 50 anni, contro l’insorgenza quasi immediata nel caso rettangolare.
Il sito è in costante aggiornamento: nuovi risultati, sviluppi e materiali saranno pubblicati qui man mano che la ricerca avanza
